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BUON 1° MAGGIO A TUTTI

Con i tempi che corrono, la retorica non serve. Anzi, darebbe fastidio. Il lavoro è aggredito dalla crisi come mai è successo nella storia della Repubblica italiana. Per questo deve diventare la questione centrale del Paese.

In funzione di questo obiettivo devono essere messi in moto tutti i meccanismi possibili, anche quelli che sembrano impossibili. Si dice basta con le tasse, ma dove prendere i soldi per finanziare lo sviluppo? Meno spese, d'accordo soltanto se non significa che venga di nuovo tartassato il welfare nazionale e locale. E se non basta tagliare le spese? Vendere immobili pubblici e assets produttivi dello Stato non a parole ma con fatti concreti. E se non basta vendere, perchè il debito pubblico si sta mangiando attraverso gli interessi questi risparmi? Lotta all'evasione fiscale e patrimoniale sui grandi redditi liquidi, visto che sulla casa si sta finanche esagerando.

Ma non basta. I soldi vanno dati a chi recupera gente dalla Cig, a chi assume i giovani, a chi investe in ricerca, a chi fa formazione, ma chi punta a produrre beni e servizi materiali ed immateriali di eccellenza. Utopia? No. Così fa la Germania, il Brasile, gli Stati Uniti. Perchè non dovremmo fare così anche noi?

Buon 1° Maggio da Raffaele Morese 

Abbattere il debito per ricostruire il futuro

L’Associazione Koine' organizza un evento pubblico su come diminuire il debito pubblico per rilanciare crescita e occupazione, a Roma il 3 maggio 2012 (Programma nella sezione Convegni). Si discutera' su come ridurre le disuguaglianze, anche ragionando sulle potenzialita' del Paese, quelle industriali, dell’economia sociale, e del sistema finanziario. Il dibattito sara' animato da economisti, sindacalisti, politici, managers, imprenditori, rappresentanti del terzo settore. 

 

Come uscire dal vicolo cieco per riprendere la via dello sviluppo


di Giorgio Benvenuto


La globalizzazione, la concorrenza dei paesi del terzo mondo, la mancanza di riforme, hanno aggravato la situazione economica e sociale del nostro paese. Abbiamo perso tempo prezioso. L’Italia è in condizioni di grande difficoltà. Non riusciamo a risalire la china. Il sali e scendi dello spread è l’evidente testimonianza della nostra fragilità.

Il nuovo Governo ha raccolto un’eredità pesante. Deve fare i conti con un deficit pubblico mostruoso e con un tasso di crescita irrilevante.

Monti ha recuperato molto in termini di credibilità ed autorevolezzaa livello internazionale e nel contesto più ampio delle economie in grande sviluppo (Cina, India, Brasile). Non possiamo però pensare che sia sufficiente. Le decisioni dell’Unione Europea egemonizzata dalla coppia Angela Merkel e Nicolas Sarkozy continuano ad essere sfavorevoli per l’Italia. L’Europa deve cambiare strategia e, soprattutto, deve riavviare lo sviluppo. La scelta degli Eurobond è improcrastinabile. Va gestito in termini organici e non conflittuali il debito pubblico dei singoli paesi.

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Benvenuti da Raffaele Morese

Con questo blog vogliamo aprire un dialogo con quanti si riconoscono nel piacere di pensare al futuro in positivo e non accettano che la crisi sprofondi ogni speranza di cambiamento nella più nera prospettiva. Le crisi non devono servire a rendere più forti i forti, ma a ricostituire condizioni nuove di uguaglianza sociale e di solidarietà umana. Per questo obiettivo c'è bisogno del contributo di tutti quelli che credono nella democrazia come partecipazione. Diamoci una mano 

Dal nome Koine'

Koinè è parola greca che esprime un concetto lungo e spesso: quelli che parlano lo stesso linguaggio ed hanno la stessa cultura. Abbiamo scelto questo messaggio perché siamo convinti che la babele delle lingue, da sempre, non porta bene. Specie a chi si vuole interessare del lavoro della gente. Soltanto la certosina e continua ricerca di un lessico comune e di una antologia comune può consentire di affrontare piccole e grandi questioni che attraversano la cultura e la politica del lavoro, inteso nel modo più ampio possibile, in un tempo dove torna a scarseggiare, specie per i giovani, e continua a trasformarsi.

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Politica e forze economiche

di Giorgio Benvenuto

Noi abbiamo dei problemi seri: grande crisi di autorevolezza della politica e della rappresentatività delle forze economiche e sociali. Anche qui assumiamo un linguaggio che prevale e finisce per essere distruttivo che parla di costi della politica, un invito al qualunquismo che intacca sempre il dibattito italiano. Sottostimando la crisi. Il rischio è di ritrovarsi tuttavia, man mano che le cose andranno avanti così duramente, di fronte a una serie di esplosioni di protesta e lotte corporative, ma senza politica.

Il Governo Monti, per i presupposti in cui è nato e in cui opera, non può fare una politica strutturale. Può solo proporre o imporre soluzioni emergenziali.

Un campanello d’allarme sullo sfaldamento del corpo sociale è segnalato dall’irregolarità diffusa: oltre il 30% delle dichiarazioni che vengono fatte hanno vizi di irregolarità. Una delle violazioni maggiori riguarda i carichi familiari. È una situazione preoccupante, perché a marzo l’Imu e le addizionali regionali colpiranno ulteriormente la popolazione. Sono questioni che vanno governate, con consapevolezza, e non lasciare passare il senso comune che la crisi sia una prerogativa europea.

I pregi e i difetti del Paese

di Pierre Carniti

I veri problemi dell’Italia non sono stati ancora affrontati. I pregi ed i difetti del Paese rimangono in larga misura quelli di prima e le prospettive economiche sono rimaste le stesse di novembre, quando il “governo tecnico” è entrato in carica. Basti pensare all’assoluta mancanza di una qualunque politica industriale. Che necessiterebbe dell’individuazione di 5 – 6 settori nei quali l’Italia potrebbe competere con successo sui mercati internazionali, concentrando e destinando a questo proposito i trasferimenti pubblici alle imprese, oggi invece sostanzialmente sperperati con una distribuzione a pioggia. Basti pensare alla carenza di una vera politica energetica: oggi l’Italia spende circa 55 miliardi di dollari all’anno per il petrolio importato, contro i 12 miliardi del 1999. Questa differenza è quasi pari all’attuale deficit della bilancia commerciale

In effetti, finora Monti è riuscito a fare poco o nulla per migliorare le prospettive di crescita. Anzi, si è addirittura “incartato” intorno a problemi apparenti. Come alcune pseudo liberalizzazioni, o l’articolo 18 dello Statuto.

Se tutto questo non bastasse, si deve anche fare i conti con la questione cruciale del debito pubblico. Che è il nodo scorsoio stretto al collo dell’economia italiana. Problema che, se non affrontato con una misura straordinaria, in grado di ridurre drasticamente lo stock accumulato, trascinerà inevitabilmente a fondo tutta l’economia. L’idea che la faccenda possa essere risolta semplicemente con politiche di bilancio restrittive non sta assolutamente in piedi, anche perché chi sta in basso nella scala sociale, è stato soprattutto costretto a peggiorare le proprie condizioni di vita, essendosi dovuto sobbarcare la parte prevalente dei costi di aggiustamento dei conti pubblici.

La riforma del mercato del lavoro

di Raffaele Morese

Una valutazione sulle tre aree di intervento della riforma del mercato del lavoro. Quella relativa alle flessibilità in entrata e alla tutela della donna lavoratrice non è una rivoluzione, ma deve essere apprezzata. L’impianto universalistico e strutturale della revisione degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive del lavoro è un buon disegno di ammodernamento delle strumentazioni per la gestione delle crisi aziendali. Ma è inficiato da due grosse incognite: la dimensione delle risorse necessarie per farlo funzionare e la data di entrata in vigore, il 2017; decisamente molto in là per non temere ripensamenti. Infine la terza area, quella dell’articolo 18, su cui il braccio di ferro può diventare socialmente e politicamente incandescente. Il testo finora conosciuto è decisamente squilibrato, a spese del lavoratore, tanto che lo stesso Monti ha ammesso che potrebbero esserci degli abusi. Quindi, dovrà essere sicuramente cambiato nella parte relativa ai licenziamenti individuali per motivi economici. Lo chiedono in troppi e chi non lo chiede - come la Confindustria di Squinzi – dichiara che non è una priorità.

Ma perché Monti non ha tentato fino in fondo una mediazione con le parti sociali anche su quest’ultimo argomento? La chiave di lettura sta, con ogni probabilità, nella sua insistenza nel dire che il tempo della concertazione è finito. Il sospetto è che il vero messaggio ai mercati internazionali non fosse sui licenziamenti ma sul potere del sindacato. Il Premier preferisce che sia il Parlamento a cambiargli la proposta, piuttosto che definirla con il sindacato.

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La trasparenza delle spese e delle fonti di finanziamento è un fondamento della cultura di Koinè

Iniziative varie



SEMINARIO ''LE RELAZIONI INDUSTRIALI''

LE RELAZIONI INDUSTRIALI TRA GALLEGGIAMENTO E PROGETTUALITÀ. NUOVE FORME DI CONTRATTAZIONE AZIENDALE, PARTECIPAZIONE E WELFARE. Il 13 giugno 2016 presso SPAZIO IDEA – VIA LANZONE 36, MILANO Ore 16.00 – 19.00

Durante il seminario verrà, tra l’altro, presentato il libro: IL MUTUALISMO. PER UN NUOVO STATO SOCIALE

di Sandro Antoniazzi, Marco Carcano, Sergio Zaninelli

 PROGRAMMA DEL SEMINARIO

Presentazione del seminario

Andrea Volpe, Direttore Generale ISMO

Introduzione al tema ed ai contenuti del libro

Sergio Zaninelli, già Rettore Università Cattolica del Sacro Cuore

Spunti per un progetto sul rapporto fra produttività, welfare aziendale, partecipazione e contrattazione aziendale

Marco Carcano, Senior Partner ISMO

Tavola rotonda coordinata da Roberto Ferrari, Senior Partner ISMO Piero Albini, Direttore Area Lavoro e Welfare di Confindustria

Marco Bentivogli, Segretario Generale FIM CISL

Elena Lattuada, Segretario Generale CGIL Lombardia

Umberto Tossini, Direttore Risorse Umane e Organizzazione Automobili Lamborghini

Interventi programmati di:

 

Manuela Amoretti, Sandro Antoniazzi, Alberto Apollo, Guido Baglioni, Roberto Benaglia, Andrea Pallante, Pierantonio Varesi, Luigi Volpe...



Il Socialismo europeo e la Grande Guerra

Il Socialismo europeo e la Grande Guerra - Trento, 23-24 giugno 2016 presso Le Gallerie Piedicastello, Trento – Sala Conferenze.

Giovedì 23 ore 15:00-19:30

Programma:

“Socialismi europei di fronte alla Grande Guerra” - Indirizzi di saluto a nome degli Enti organizzatori, della Provincia autonoma di Trento e del Comune di Trento
Presiede e modera: Giorgio Benvenuto Introduce: Paolo Pombeni Comunicazioni:

-Gabriele D’Ottavio: “Il caso tedesco” § Giulia Guazzaloca: “Il caso inglese”
-Maurizio Cau: “Il caso austriaco”
-Michele Marchi: “Il caso francese”
-Zeffiro Ciuffoletti: “Il caso italiano”

Conclusioni: Timothy G. Ashplant

“Attorno a Cesare Battisti: socialismo e nazione” Presiede e modera: Carlo Ghezzi
Introduce: Giuseppe Ferrandi
Comunicazioni:

-Mirko Saltori: “Il socialismo trentino”
-Fabrizio Rasera: “Cesare Battisti”
-Harald Troch: “Socialismo austriaco ieri e oggi”

Tavola rotonda
Presiede e modera: Gennaro Acquaviva Giuliano Amato
Susanna Camusso 



IL GOVERNO DELLA CITTA?

Convegno 12-13 maggio 2016 presso la Sala Buttinelli - parrocchia della Trasfigurazione di NSGC a  Roma in Piazza della Trasfigurazione 3 (monteverde).
Programma del convegno:
Giovedì 12 maggio alle ore 16.30: Roma un manifesto per la rinascita
Venerdì 13 maggio pre 9.30: Una politica per la città. Le buone pratiche amministrative 



Il Welfare aziendale tra contratto e mercato

Si terrà il 14 aprile prossimo venturo il seminario di studio AReS su “Welfare aziendale tra contratto e mercato”, organizzato in collaborazione con PWC, Welfare Company e Formiche.

L’incontro si svolgerà nella splendida cornice del Tempio di Adriano in Piazza di Pietra a Roma, a partire dalle ore 9.30 e fino alle ore 13.00.
I lavori verteranno  attorno al recentissimo Decreto Attuativo in materia di Welfare Aziendale, Partecipazione e Salario di Produttività previsto dall’ultima Legge di Stabilità.

E’ possibile fin da ora scaricare il programma in PDF seguendo Questo LINK e confermare la presenza al seminario scrivendo all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.



O la Repubblica o il caos

 

''O la Repubblica o il caos''  - Pietro Nenni e la fondazione della Repubblica italiana

Convegno che si terrà presso il Senato della Repubblica, 17 febbraio 2016 - Biblioteca "Giovanni Spadolini" acheterdufrance.com piazza della Minerva, 38 Roma.

Dalle Ore 15:

– presiede LUIGI COVATTA

Nenni, l’Avanti! e la Repubblica – UGO INTINI Nenni ed il referendum – PIERO CRAVERI Nenni e la Costituente – CESARE PINELLI

Dalle Ore 17:

– presiede SERGIO ZAVOLI
Nenni e la democrazia italiana – RICCARDO NENCINI, GIORGIO NAPOLITANO, MAURIZIO SACCONI, LUIGI ZANDA

L’accesso alla sala è consentito fino al raggiungimento della capienza massima Per informazioni e accrediti:

Mondoperaio – tel. 0668307666 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.