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IL VIZIETTO

di Raffaele Morese

Berlusconi rilancia la suggestione della lira. Non per nostalgia, ma per interesse. D'altra parte, da quando è entrato in vigore l'euro, non ha perso neanche un'occasione per parlarne male. E la ragione è una sola, dichiarata: se la BCE non può stampare moneta a dismisura, è meglio farne a meno.

La svalutazione è stata sempre la golden share dei Governi italiani per dare una via d'uscita all'economia, in deficit di competitività. Così, le esportazioni si avvantaggiavano sebbene la domanda interna fosse danneggiata dall'aumento dei prezzi; così, chi era indebitato fino al collo tirava un respiro di sollievo, a scapito di chi era stato virtuoso e vedeva i propri risparmi limati a dovere; così, i bilanci pubblici godevano di una maggiore possibilità di manovra, ma a farne le spese erano le buste paga e le pensioni.

Dietro ciascuno di questi vantaggi e svantaggi derivanti dalla svalutazione si possono intravvedere volti, persone, gruppi d'interesse, corporazioni, centri di potere interni ed internazionali; l'euro ha premiato la stabilità e quindi evitato la scappatoia facile di fronte alle difficoltà; in definitiva, sta favorendo tutta quella parte della società europea che vuole conti pubblici in ordine e conti privati efficienti.

Per questo, non bisogna sottovalutare le spinte anti euro. Sotto la bandiera della svalutazione si possono formare blocchi sociali e sensibilità politiche importanti e soprattutto possono solleticare forze politiche e leaders che non sanno governare ma vogliono governare. Il vizietto svalutativo è un virus che continua a circolare nella nostra società e se condito con un po' di antigermanismo, può causare danni ingenti a tutti noi.

     

Italia fuori dall’Euro..peo?

di Marino Lizza

Se si vuole discutere del cammino della nazionale azzurra nel campionato europeo, i milioni di “professori” di cui questo Paese dispone già animano meravigliosamente il dibattito.
Se, invece, si intende ragionare sull’opportunità della permanenza dell’Italia nella moneta unica, allora le burle non sono gradite. Perché di burle si tratta. Sul tema, negli ultimi tempi qualche voce sguaiata si è fatta sentire, perorando la causa del ritorno alla Lira quale buona idea per uscire dall’angolo. Delle due una: o si tratta di personaggi in malafede, che pur di alzare l’indice di ascolto si avventurano su terreni pericolosissimi, o di personaggi in cerca d’autore.
Qualora l’Italia uscisse dall’Euro (sola o assieme a Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna) lo scenario che si produrrebbe è il seguente: default del debito sovrano (non ci sarebbe possibilità di far fronte all’immediata richiesta di rientro delle quote a scadenza non trovando finanziatori per nuovo debito-spazzatura denominato in Lire), crollo del valore della Lira (direi quasi difficoltà a fissare nel breve il valore del cambio) e conseguente vampata inflattiva facilmente oltre il 20 % (ma chi ci garantisce dal canovaccio argentino: deprezzamento della valuta al 67%?), fuga di capitali dalle banche e dal mercato azionario (con conseguente probabile moratoria della libera circolazione dei capitali), blocco degli investimenti pubblici e privati. Questo è lo scenario verosimile, poi si entra nell’alveo delle ipotesi: quanto durerà il collasso, 2-3 anni o oltre? Quanto ci impiegherà la svalutazione competitiva a rilanciare la crescita? Sarebbe vera crescita o la competitività ne uscirebbe definitivamente compromessa in ragione della desertificazione industriale che nel frattempo si accelererebbe e della perdita di posizioni non più recuperabili nel medio/lungo temine?
Un conto è criticare una politica economica restrittiva che ci sta strangolando, senza apparente prospettiva di svolta, altro è caldeggiare avventure autolesionistiche, che, ovviamente, getterebbero sale sulle ferite dei più deboli.
Ciò detto, sarebbe veramente salutare, per tutti, che qualche “creativo”, fuori e dentro il Parlamento, si occupasse più di nazionale e meno della nazione.

KOINE' PER TERREMOTATI EMILIA ROMAGNA

IL DIRETTIVO DELL'ASSOCIAZIONE KOINE' COMPARTECIPA AL DOLORE DEGLI ITALIANI PER LE VITTIME DEL TERREMOTO IN EMILIA ROMAGNA E ALLA SOLIDARIETA' VERSO LE POPOLAZIONI COSTRETTE AD UN'EMERGENZA INIMMAGINABILE FINO A QUALCHE GIORNO FA. LO HA FATTO SOTTOSCRIVENDO CON 5OO EURO L'APPELLO DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA E INVITA TUTTI I SOCI E I SIMPATIZZANTI DI KOINE' AD ESPRIMERE LA PROPRIA GENEROSITA' E SIMPATIA PER I TERREMOTATI.

 

per sottoscrizione: C/C 367406 intestato a Regione Emilia Romagna-Presidente Giunta Regionale viale Aldo Moro 52 40127 Bologna - causale: contributo 2012 terremoto emilia-romagna

                           Unicredit Banca Spa Agenzia Bologna intestato a Regione Emilia Romagna IBAN IT 42 I 02008-02450-00003010203 - causale: contributo 2012 terremoto emilia-romagna

Atti Convegno Koine'

Nella sezione Convegni troverete le relazioni e la sintesi degli interventi al Convegno di Koine'
''Abbattere il debito per ricostruire il futuro''
Appunti dal Convegno Nazionale dell’Associazione Koinè, 3 maggio 2012 a cura di Vittorio Martone

Europeisti cercasi

di Raffaele Morese

I numeri parlano chiaro. Nell’Eurozona si è toccato il 10,9% di disoccupazione totale e il 22,1% di disoccupazione giovanile (under 25). Sopra la media, per citare gli Stati più grandi, Spagna, Francia e  Italia; sotto la media, Inghilterra, Germania, Olanda. Ma la tendenza, per tutti – tranne la Germania, Finlandia e Repubblica Ceca – è a salire. I Governi sembrano seriamente preoccupati e si preparano ad un impegnativo incontro nella seconda metà di giugno per discutere di crescita. L’appuntamento fu fissato prima delle elezioni francesi, ma è evidente che l’elezione di Hollande ha accentuato le aspettative di quanti attendono che le scelte bruxellesi siano più marcatamente keynesiane.

Ma i rigoristi non se la sentono di smentirsi e non vogliono che ciascun Paese adotti misure che allentino le politiche di austerità. C’è un solo modo per evitare il conflitto tra esigenza di buon governo dei bilanci degli Stati e necessità di immettere risorse e progetti per bloccare la deriva recessiva e l’impennata della disoccupazione: far assumere all’Europa il ruolo di volano della crescita. Gli strumenti sono stati da tempo individuati: c’è la proposta della Commissione dei saggi, composta da economisti rinomati, che è organo ufficiale di consultazione del Governo tedesco, che propone di costituire un fondo europeo dove mettere i debiti di singoli Stati che superano una certa soglia e consentire così politiche espansive; c’è la proposta avanzata da più parti di puntare su Euro bond che finanziano grandi progetti di innovazione trans europea.

Le proposte non mancano. Quella che non si vede è la volontà politica di rilanciare l’Europa. Perché, al dunque, di questo si tratta. Un’Europa che tira soltanto la cinghia non può essere apprezzata dalla gente, né dai mercati. Ma un’Europa che parli al futuro, tuttora non emerge. E questo è il nodo che le classi dirigenti europee devono necessariamente sciogliere.  

Commento ad europeisti cercasi

di Marino Lizza
Se è sacrosanto, per le cose dette da Morese, cercare la soluzione della crisi a livello dell’Unione, a quale Europa appellarsi? A quella delle cancellerie o a quella di una classe dirigente consapevole e responsabile? Vista la latitanza della seconda, temo alla prima, che, purtroppo, non ha dato gran prova di sé! L’Europa mostra di essere una glaciale democrazia assoluta, in cui ai governanti eletti è lasciata carta bianca, e ciò per affrontare un problema sistemico del nostro modello di sviluppo. L’assenza di un serio dibattito trasnazionale tra le parti sociali europee a tutela del benessere dei cittadini e per il rilancio della competitività delle imprese è incomprensibile.

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UNA DOPPIA VITTORIA

di Raffaele Morese

Hollande ha vinto per la Francia e per l'Europa. I francesi non ne potevano più di Sarkozy  se, sulla base dell'affluenza alle urna ( ma gli analisti del voto ci diranno con più precisione come sono andati i flussi di voto), finanche una parte dei voti andati alla Le pen nel primo turno, sono passati all'attuale Presidente. L'affannosa corsa a destra di SarKozy non è stata fortunata e l'inciampo si è rivelato fatale. Ha proprio ragione ad assumersi tutte le responsabilità e a farsi da parte. Hollande ha promesso di non essere subordinato a nessuno (ha attaccatro tanto la Bce che la Merkel) e i francesi gli hanno dato credito.

Proprio per questo, è anche una vittoria per l'Europa. Il duopolio Germania Francia non è piaciuto ai francesi figuriamoci al resto degli europei. Un Hollande europeista serve per rilanciare una propspettiva piuttosto appannata. Se riesce a favorire la tesi che ci si salva tutti assieme e non ciascuno per sé, persino i sospettosi tedeschi si daranno da fare per trovare le giuste soluzioni per il rilancio della cooperazione europea.

L'Italia deve essere grata ai francesi per aver fatto questa scelta. Può sperare un po' di più che il rigore si possa coniugare davvero con la crescita, che l'Europa è un'idea egualitaria e non bimonarchica, che i mercati devono avere nella politica un'interlocutore con le idee chiare. Monti ed i partiti che lo sostengono hanno qualche alibi in meno per traccheggiare.  

APPELLO DI KOINE’ - NON C’E’ TEMPO DA PERDERE. IL DEBITO CI STA STRANGOLANDO

Siamo ancora sull’orlo del baratro e molte forze politiche agiscono come se l’Italia fosse al di fuori da ogni rischio di bancarotta della finanza pubblica e di recessione prolungata.

Inoltre, è bastato un improvviso rialzo dello spread per riaccendere i riflettori sul debito pubblico italiano. Ma, in realtà, la sua drammaticità non è stata mai scalfita, nonostante le misure durissime prese dal Governo Monti.

Il dato di fatto è che la dimensione del debito è tale che gli oneri per gli interessi continuano ad assorbire larghissima parte dell’avanzo primario del Bilancio dello Stato. Non ci sono risorse, né per finanziare la crescita economica, né per ridurre le tasse, né per sostenere i consumi. Non a caso registriamo un Pil negativo e livelli di disoccupazione inediti.

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Iniziative varie



SEMINARIO ''LE RELAZIONI INDUSTRIALI''

LE RELAZIONI INDUSTRIALI TRA GALLEGGIAMENTO E PROGETTUALITÀ. NUOVE FORME DI CONTRATTAZIONE AZIENDALE, PARTECIPAZIONE E WELFARE. Il 13 giugno 2016 presso SPAZIO IDEA – VIA LANZONE 36, MILANO Ore 16.00 – 19.00

Durante il seminario verrà, tra l’altro, presentato il libro: IL MUTUALISMO. PER UN NUOVO STATO SOCIALE

di Sandro Antoniazzi, Marco Carcano, Sergio Zaninelli

 PROGRAMMA DEL SEMINARIO

Presentazione del seminario

Andrea Volpe, Direttore Generale ISMO

Introduzione al tema ed ai contenuti del libro

Sergio Zaninelli, già Rettore Università Cattolica del Sacro Cuore

Spunti per un progetto sul rapporto fra produttività, welfare aziendale, partecipazione e contrattazione aziendale

Marco Carcano, Senior Partner ISMO

Tavola rotonda coordinata da Roberto Ferrari, Senior Partner ISMO Piero Albini, Direttore Area Lavoro e Welfare di Confindustria

Marco Bentivogli, Segretario Generale FIM CISL

Elena Lattuada, Segretario Generale CGIL Lombardia

Umberto Tossini, Direttore Risorse Umane e Organizzazione Automobili Lamborghini

Interventi programmati di:

 

Manuela Amoretti, Sandro Antoniazzi, Alberto Apollo, Guido Baglioni, Roberto Benaglia, Andrea Pallante, Pierantonio Varesi, Luigi Volpe...



Il Socialismo europeo e la Grande Guerra

Il Socialismo europeo e la Grande Guerra - Trento, 23-24 giugno 2016 presso Le Gallerie Piedicastello, Trento – Sala Conferenze.

Giovedì 23 ore 15:00-19:30

Programma:

“Socialismi europei di fronte alla Grande Guerra” - Indirizzi di saluto a nome degli Enti organizzatori, della Provincia autonoma di Trento e del Comune di Trento
Presiede e modera: Giorgio Benvenuto Introduce: Paolo Pombeni Comunicazioni:

-Gabriele D’Ottavio: “Il caso tedesco” § Giulia Guazzaloca: “Il caso inglese”
-Maurizio Cau: “Il caso austriaco”
-Michele Marchi: “Il caso francese”
-Zeffiro Ciuffoletti: “Il caso italiano”

Conclusioni: Timothy G. Ashplant

“Attorno a Cesare Battisti: socialismo e nazione” Presiede e modera: Carlo Ghezzi
Introduce: Giuseppe Ferrandi
Comunicazioni:

-Mirko Saltori: “Il socialismo trentino”
-Fabrizio Rasera: “Cesare Battisti”
-Harald Troch: “Socialismo austriaco ieri e oggi”

Tavola rotonda
Presiede e modera: Gennaro Acquaviva Giuliano Amato
Susanna Camusso 



IL GOVERNO DELLA CITTA?

Convegno 12-13 maggio 2016 presso la Sala Buttinelli - parrocchia della Trasfigurazione di NSGC a  Roma in Piazza della Trasfigurazione 3 (monteverde).
Programma del convegno:
Giovedì 12 maggio alle ore 16.30: Roma un manifesto per la rinascita
Venerdì 13 maggio pre 9.30: Una politica per la città. Le buone pratiche amministrative 



Il Welfare aziendale tra contratto e mercato

Si terrà il 14 aprile prossimo venturo il seminario di studio AReS su “Welfare aziendale tra contratto e mercato”, organizzato in collaborazione con PWC, Welfare Company e Formiche.

L’incontro si svolgerà nella splendida cornice del Tempio di Adriano in Piazza di Pietra a Roma, a partire dalle ore 9.30 e fino alle ore 13.00.
I lavori verteranno  attorno al recentissimo Decreto Attuativo in materia di Welfare Aziendale, Partecipazione e Salario di Produttività previsto dall’ultima Legge di Stabilità.

E’ possibile fin da ora scaricare il programma in PDF seguendo Questo LINK e confermare la presenza al seminario scrivendo all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.



O la Repubblica o il caos

 

''O la Repubblica o il caos''  - Pietro Nenni e la fondazione della Repubblica italiana

Convegno che si terrà presso il Senato della Repubblica, 17 febbraio 2016 - Biblioteca "Giovanni Spadolini" acheterdufrance.com piazza della Minerva, 38 Roma.

Dalle Ore 15:

– presiede LUIGI COVATTA

Nenni, l’Avanti! e la Repubblica – UGO INTINI Nenni ed il referendum – PIERO CRAVERI Nenni e la Costituente – CESARE PINELLI

Dalle Ore 17:

– presiede SERGIO ZAVOLI
Nenni e la democrazia italiana – RICCARDO NENCINI, GIORGIO NAPOLITANO, MAURIZIO SACCONI, LUIGI ZANDA

L’accesso alla sala è consentito fino al raggiungimento della capienza massima Per informazioni e accrediti:

Mondoperaio – tel. 0668307666 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.