contatore gratis

Cenforce 100 mg è un'edizione primaria di Viagra 100 mg comprare Cenforce online senza ricetta In italia nella disfunzione erettile è che invoglia molti.

Cialis, sildenafil natural potente en España 48 horas. Viagra precio farmacia en España. ¿Donde comprar Viagra sin receta y a que precio?

Cenforce est une pilule disponible avec rabais en ligne en France Cenforce générique sans ordonnance, là, on peut acheter quatre pilules pour 30 euros.

Du vet väl att du kan handla din receptbelagda medicin på köpa viagra receptfritt i Sverige? Se lagerstatus på apotek. Produktfakta.

Det er rett og slett en versjon av tadalafil som ikke er navne-merket, cialis uten resept det finnes flere forskjellige potensmidler på markedet.

Køb Dapoxetine online uden recept, køb Priligy generisk. Sådan tager du Dapoxetine? Med Dapoxetine kan du få styr på din for tidlig sædafgang.

Articoli

Цілодобово оформити кредитну картку без комісії за зняття готівкових коштів. Без відмови і перевірок.

Цілодобово без відмови проста позика на банківську картку. Просте рішення для людей, яким терміново потрібні гроші.

Очень удобно сегодня можно оформить займ без выходных, если вам нужно быстро решить свои финансовые вопросы.

Отримати без запиту на підтвердження платоспроможності кредит без верифікації картки без відмови в Україні.

Отримати терміново в інтернеті кредит для студентів на картку або банківський рахунок. Просте оформлення в кілька кроків.

Кредит с текущими просрочками выдается точно так же как и займ без проверок онлайн на карту в любое время суток.

У сучасному світі отримати кредит дистанційно досить просто. Все вирішується за допомогою смартфона і підключення до мережі.

Estoy en Buró de Crédito y necesito un préstamo urgente ¿Cuáles son los pasos a seguir? Préstamos sin buró de crédito en línea dónde prestan dinero sin checar.

Viagra generico in farmacia senza ricetta marche Viagra senza ricetta acquistare Viagra online in Italia: senza ricetta e a basso prezzo.

Comprar Viagra En España Envio Urgente Contrareembolso Viagra precio se produce una consulta o llamado tadalafil cialis, un agente con segun los.

Kamagra Gelée Orale est la copie complète du Viagra et a les mêmes propriétés remarquables, à moindre coût. Achat Kamagra sans ordonnance en France.

Archivio articoli

IL VIZIETTO

di Raffaele Morese

Berlusconi rilancia la suggestione della lira. Non per nostalgia, ma per interesse. D'altra parte, da quando è entrato in vigore l'euro, non ha perso neanche un'occasione per parlarne male. E la ragione è una sola, dichiarata: se la BCE non può stampare moneta a dismisura, è meglio farne a meno.

La svalutazione è stata sempre la golden share dei Governi italiani per dare una via d'uscita all'economia, in deficit di competitività. Così, le esportazioni si avvantaggiavano sebbene la domanda interna fosse danneggiata dall'aumento dei prezzi; così, chi era indebitato fino al collo tirava un respiro di sollievo, a scapito di chi era stato virtuoso e vedeva i propri risparmi limati a dovere; così, i bilanci pubblici godevano di una maggiore possibilità di manovra, ma a farne le spese erano le buste paga e le pensioni.

Dietro ciascuno di questi vantaggi e svantaggi derivanti dalla svalutazione si possono intravvedere volti, persone, gruppi d'interesse, corporazioni, centri di potere interni ed internazionali; l'euro ha premiato la stabilità e quindi evitato la scappatoia facile di fronte alle difficoltà; in definitiva, sta favorendo tutta quella parte della società europea che vuole conti pubblici in ordine e conti privati efficienti.

Per questo, non bisogna sottovalutare le spinte anti euro. Sotto la bandiera della svalutazione si possono formare blocchi sociali e sensibilità politiche importanti e soprattutto possono solleticare forze politiche e leaders che non sanno governare ma vogliono governare. Il vizietto svalutativo è un virus che continua a circolare nella nostra società e se condito con un po' di antigermanismo, può causare danni ingenti a tutti noi.

     

Italia fuori dall’Euro..peo?

di Marino Lizza

Se si vuole discutere del cammino della nazionale azzurra nel campionato europeo, i milioni di “professori” di cui questo Paese dispone già animano meravigliosamente il dibattito.
Se, invece, si intende ragionare sull’opportunità della permanenza dell’Italia nella moneta unica, allora le burle non sono gradite. Perché di burle si tratta. Sul tema, negli ultimi tempi qualche voce sguaiata si è fatta sentire, perorando la causa del ritorno alla Lira quale buona idea per uscire dall’angolo. Delle due una: o si tratta di personaggi in malafede, che pur di alzare l’indice di ascolto si avventurano su terreni pericolosissimi, o di personaggi in cerca d’autore.
Qualora l’Italia uscisse dall’Euro (sola o assieme a Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna) lo scenario che si produrrebbe è il seguente: default del debito sovrano (non ci sarebbe possibilità di far fronte all’immediata richiesta di rientro delle quote a scadenza non trovando finanziatori per nuovo debito-spazzatura denominato in Lire), crollo del valore della Lira (direi quasi difficoltà a fissare nel breve il valore del cambio) e conseguente vampata inflattiva facilmente oltre il 20 % (ma chi ci garantisce dal canovaccio argentino: deprezzamento della valuta al 67%?), fuga di capitali dalle banche e dal mercato azionario (con conseguente probabile moratoria della libera circolazione dei capitali), blocco degli investimenti pubblici e privati. Questo è lo scenario verosimile, poi si entra nell’alveo delle ipotesi: quanto durerà il collasso, 2-3 anni o oltre? Quanto ci impiegherà la svalutazione competitiva a rilanciare la crescita? Sarebbe vera crescita o la competitività ne uscirebbe definitivamente compromessa in ragione della desertificazione industriale che nel frattempo si accelererebbe e della perdita di posizioni non più recuperabili nel medio/lungo temine?
Un conto è criticare una politica economica restrittiva che ci sta strangolando, senza apparente prospettiva di svolta, altro è caldeggiare avventure autolesionistiche, che, ovviamente, getterebbero sale sulle ferite dei più deboli.
Ciò detto, sarebbe veramente salutare, per tutti, che qualche “creativo”, fuori e dentro il Parlamento, si occupasse più di nazionale e meno della nazione.

KOINE' PER TERREMOTATI EMILIA ROMAGNA

IL DIRETTIVO DELL'ASSOCIAZIONE KOINE' COMPARTECIPA AL DOLORE DEGLI ITALIANI PER LE VITTIME DEL TERREMOTO IN EMILIA ROMAGNA E ALLA SOLIDARIETA' VERSO LE POPOLAZIONI COSTRETTE AD UN'EMERGENZA INIMMAGINABILE FINO A QUALCHE GIORNO FA. LO HA FATTO SOTTOSCRIVENDO CON 5OO EURO L'APPELLO DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA E INVITA TUTTI I SOCI E I SIMPATIZZANTI DI KOINE' AD ESPRIMERE LA PROPRIA GENEROSITA' E SIMPATIA PER I TERREMOTATI.

 

per sottoscrizione: C/C 367406 intestato a Regione Emilia Romagna-Presidente Giunta Regionale viale Aldo Moro 52 40127 Bologna - causale: contributo 2012 terremoto emilia-romagna

                           Unicredit Banca Spa Agenzia Bologna intestato a Regione Emilia Romagna IBAN IT 42 I 02008-02450-00003010203 - causale: contributo 2012 terremoto emilia-romagna

Atti Convegno Koine'

Nella sezione Convegni troverete le relazioni e la sintesi degli interventi al Convegno di Koine'
''Abbattere il debito per ricostruire il futuro''
Appunti dal Convegno Nazionale dell’Associazione Koinè, 3 maggio 2012 a cura di Vittorio Martone

Europeisti cercasi

di Raffaele Morese

I numeri parlano chiaro. Nell’Eurozona si è toccato il 10,9% di disoccupazione totale e il 22,1% di disoccupazione giovanile (under 25). Sopra la media, per citare gli Stati più grandi, Spagna, Francia e  Italia; sotto la media, Inghilterra, Germania, Olanda. Ma la tendenza, per tutti – tranne la Germania, Finlandia e Repubblica Ceca – è a salire. I Governi sembrano seriamente preoccupati e si preparano ad un impegnativo incontro nella seconda metà di giugno per discutere di crescita. L’appuntamento fu fissato prima delle elezioni francesi, ma è evidente che l’elezione di Hollande ha accentuato le aspettative di quanti attendono che le scelte bruxellesi siano più marcatamente keynesiane.

Ma i rigoristi non se la sentono di smentirsi e non vogliono che ciascun Paese adotti misure che allentino le politiche di austerità. C’è un solo modo per evitare il conflitto tra esigenza di buon governo dei bilanci degli Stati e necessità di immettere risorse e progetti per bloccare la deriva recessiva e l’impennata della disoccupazione: far assumere all’Europa il ruolo di volano della crescita. Gli strumenti sono stati da tempo individuati: c’è la proposta della Commissione dei saggi, composta da economisti rinomati, che è organo ufficiale di consultazione del Governo tedesco, che propone di costituire un fondo europeo dove mettere i debiti di singoli Stati che superano una certa soglia e consentire così politiche espansive; c’è la proposta avanzata da più parti di puntare su Euro bond che finanziano grandi progetti di innovazione trans europea.

Le proposte non mancano. Quella che non si vede è la volontà politica di rilanciare l’Europa. Perché, al dunque, di questo si tratta. Un’Europa che tira soltanto la cinghia non può essere apprezzata dalla gente, né dai mercati. Ma un’Europa che parli al futuro, tuttora non emerge. E questo è il nodo che le classi dirigenti europee devono necessariamente sciogliere.  

Commento ad europeisti cercasi

di Marino Lizza
Se è sacrosanto, per le cose dette da Morese, cercare la soluzione della crisi a livello dell’Unione, a quale Europa appellarsi? A quella delle cancellerie o a quella di una classe dirigente consapevole e responsabile? Vista la latitanza della seconda, temo alla prima, che, purtroppo, non ha dato gran prova di sé! L’Europa mostra di essere una glaciale democrazia assoluta, in cui ai governanti eletti è lasciata carta bianca, e ciò per affrontare un problema sistemico del nostro modello di sviluppo. L’assenza di un serio dibattito trasnazionale tra le parti sociali europee a tutela del benessere dei cittadini e per il rilancio della competitività delle imprese è incomprensibile.

Leggi tutto...

UNA DOPPIA VITTORIA

di Raffaele Morese

Hollande ha vinto per la Francia e per l'Europa. I francesi non ne potevano più di Sarkozy  se, sulla base dell'affluenza alle urna ( ma gli analisti del voto ci diranno con più precisione come sono andati i flussi di voto), finanche una parte dei voti andati alla Le pen nel primo turno, sono passati all'attuale Presidente. L'affannosa corsa a destra di SarKozy non è stata fortunata e l'inciampo si è rivelato fatale. Ha proprio ragione ad assumersi tutte le responsabilità e a farsi da parte. Hollande ha promesso di non essere subordinato a nessuno (ha attaccatro tanto la Bce che la Merkel) e i francesi gli hanno dato credito.

Proprio per questo, è anche una vittoria per l'Europa. Il duopolio Germania Francia non è piaciuto ai francesi figuriamoci al resto degli europei. Un Hollande europeista serve per rilanciare una propspettiva piuttosto appannata. Se riesce a favorire la tesi che ci si salva tutti assieme e non ciascuno per sé, persino i sospettosi tedeschi si daranno da fare per trovare le giuste soluzioni per il rilancio della cooperazione europea.

L'Italia deve essere grata ai francesi per aver fatto questa scelta. Può sperare un po' di più che il rigore si possa coniugare davvero con la crescita, che l'Europa è un'idea egualitaria e non bimonarchica, che i mercati devono avere nella politica un'interlocutore con le idee chiare. Monti ed i partiti che lo sostengono hanno qualche alibi in meno per traccheggiare.  

APPELLO DI KOINE’ - NON C’E’ TEMPO DA PERDERE. IL DEBITO CI STA STRANGOLANDO

Siamo ancora sull’orlo del baratro e molte forze politiche agiscono come se l’Italia fosse al di fuori da ogni rischio di bancarotta della finanza pubblica e di recessione prolungata.

Inoltre, è bastato un improvviso rialzo dello spread per riaccendere i riflettori sul debito pubblico italiano. Ma, in realtà, la sua drammaticità non è stata mai scalfita, nonostante le misure durissime prese dal Governo Monti.

Il dato di fatto è che la dimensione del debito è tale che gli oneri per gli interessi continuano ad assorbire larghissima parte dell’avanzo primario del Bilancio dello Stato. Non ci sono risorse, né per finanziare la crescita economica, né per ridurre le tasse, né per sostenere i consumi. Non a caso registriamo un Pil negativo e livelli di disoccupazione inediti.

LEGGI TUTTO E SOTTOSCRIVI CON UN TUO COMMENTO

Leggi tutto...

Utente

Compila il form e avrai tutte le informazioni che ti serviranno per diventare Socio Koine
La trasparenza delle spese e delle fonti di finanziamento è un fondamento della cultura di Koinè